giovedì 28 marzo 2013

Sostituisci un voglio ad ogni devo

Mi sono stancato di tutti i "bisogna" e degli "è necessario".
Non è vero quello che vogliono farci credere, cioè che chi ti consiglia, sa a che cosa ti manda incontro. Chi ti consiglia vuole solo venderti il suo libro, manipolarti, o farsi un'esperienza sulla tua pelle.
A questo mondo non esiste niente di assoluto, anche la verità più grande può essere smentita da un momento all'altro, ed è questo uno dei motivi per cui si continua a fare filosofia: perché si spera che prima o poi arrivi qualcuno che sveli tutto.
Ma quest'inganno non ha più effetto sull'uomo pragmatico del duemila: questi, infatti, non s'interessa più di filosofia ontologica, preferisce uscire il sabato sera. Purtroppo però, per altro verso, è in balia di principi eterni e indefettibili che limitano la sua autonomia molto più della ricerca di un Meccanismo Nascosto. L'uomo del Duemila è l'uomo del "dove sono finiti i veri uomini?" e del "dove sono finite le vere donne?", un uomo insicuro, disimpegnato, superficiale, tendenzialmente pessimista e sfiduciato; egoista.  Dice solo cose come: bisogna provarla una cosa, prima di giudicare; devi andare a letto con tante ragazze per essere figo; devi metterti in mostra; è necessario scendere a compromessi; bisogna assicurarsi un avvenire certo; devi studiare solo quello che ti è utile; è necessario evitare gli estremismi.
E io rispondo: bisogna? manco per il cazzo. Non vi rendete conto che nessuno di noi si crea i propri parametri per giudicare il mondo? Tutti compiliamo il modulo pre-stampato: età, titolo di studio, reddito, idee politiche, qualche informazione sulla vita privata. Quando ci presentiamo l'un l'altro sembra di conoscere un curriculum.
Ma poi a cosa serve un curriculum? Se io dovessi assumere una persona, il 95% della mia decisione dipenderebbe da parametri che non si avvicinano neanche lontanamente a quelli che la società ci impone di considerare. Io penso che la ragazza con cui stare non si scelga solo dall'aspetto fisico e il candidato alle elezioni non solo dalla possibilità che abbia di andare al governo o di entrare in parlamento... siamo ossessionati dall'idea dell'utile, del concreto: ma è proprio qui che sbagliamo i nostri calcoli. Non siamo capaci di progettare, di sognare, di cambiare un mondo che, diciamoci la verità, fa schifo a quasi tutti. Guardare alle cose così come stanno è un'abilità che non richiede nessuna capacità particolare ed è in possesso di tutti noi, dal primo all'ultimo. Guardare alle cose come potrebbero essere, come dovrebbero essere, come sono per chi le vede con occhio non influenzato dalla logica del curriculum, è invece una dote che va premiata e incentivata.

Bisogna, questa volta sì, ribellarsi agli stereotipi; guardare in faccia il prossimo e riconoscerci un fratello, compiere un'azione perché è giusta e non perché è conveniente, bisogna fottersene di quello che dicono gli altri. Zittisci tua madre, il tuo prete, il tuo professore, togli l'audio a tutte quelle persone che vogliono sopravvivere in questo mondo, non viverlo.Vivere significa scegliere, sperimentare, combattere. Non togliersi le briglie significa il contrario e no, non bisogna farlo.

2 commenti:

  1. Ciao!
    Sono capitata per caso sul tuo blog e volevo solo dirti che mi piace quello che scrivi e come lo scrivi, complimenti! Ti poni degli interessanti interrogativi e le tue riflessioni hanno fatto riflettere anche me, grazie. Tornerò ancora.
    LyraNerina

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